La preistoria

I primi abitanti della nostra zona furono i LIGURI. Il loro nome anticamente fu sinonimo di “popolo delle montagne”. Di essi si sa che erano per lo più contadini, di bassa statura, ma dal fisico muscoloso e resistente, molto pericolosi in battaglia. I loro insediamenti, di preferenza su colline o in prossimità di alture, avevano case dalle pareti di pietre connesse senza malta, spalmate all’interno da una mistura di argilla e paglia trinciata. Arrivarono su questo territorio per cacciare, perché man mano che i grandi ghiacciai si ritiravano ed il clima si scaldava, il terreno produceva molta erba, elemento indispensabile per molte specie di animali.

Leggi tutto...

San Dalmazzo

Verso il III secolo d.C. Pedona fu evangelizzata da San Dalmazzo; era un predicatore laico, vissuto in epoca pre-costantiniana, prima della costituzione della gerarchia ecclesiastica e svolse la sua azione missionaria in Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia spingendosi anche oltre le Alpi. San Dalmazzo fece di Pedona il centro della sua opera di evangelizzazione. Un giorno, mentre tornava da un viaggio apostolico, fu assalito dai pagani, sicari dei sacerdoti di Apollo. Fu massacrato ed ucciso mediante decapitazione in un luogo detto “Citeila”, sulle rive del torrente Vermenagna, di fronte a Pedona; con lui caddero ventinove compagni di fede di cui non si conoscono con esattezza i nomi, anche se esistono fondate ipotesi su santi poi venerati a livello locale.

Leggi tutto...

Nasce il comune di Borgo San Dalmazzo

La comunità di Borgo, con il sostegno dell’Abate, poco a poco andò organizzandosi in forme istitutive comunali per controbilanciare l’assolutismo del marchesato. Gli Abati continuarono spesso a far da mediatori e pacieri in molteplici vicende in cui venivano a scontrarsi le esigenze dell’Abbazia, della comunità degli uomini del Borgo (che si esprimeva tramite l’assemblea dei capifamiglia) ed il castellano sottoposto al Marchese di Saluzzo. Da questo momento l’antico nome di PEDONA (Pedo) viene trasformato in BORGO SAN DALMAZZO proprio a significare la crescita di una nuova comunità che vede accanto alla presenza dell’Abbazia il sorgere del libero Comune. L’anno esatto di fondazione del Comune di Borgo non è ancora stato provato; di certo si conosce uno dei primi documenti risalente all’anno 1181, in occasione della transazione fra la comunità degli uomini del Borgo con Guglielmo Vescovo di Asti e Manfredo II Marchese di Saluzzo.

Leggi tutto...

Rivoluzione francese e periodo napoleonico

Un momento particolarmente importante è stato vissuto a Borgo durante gli anni della Rivoluzione Francese e del periodo napoleonico. Il 28 settembre 1792, infatti, la cosiddetta campagna d’Italia inizia con l’invasione di Nizza. I Vescovi di Nizza, Tolone, Grasse e Frejus si rifugiano proprio nella casa abbaziale di Borgo; in seguito i primi tre andranno a Torino ed il quarto sarà ospite del Vescovo di Mondovì, Mons. Corte. Il Senato di Nizza si sistema al palazzo del Regio Tesoriere Vincenzo Alessandro Giordano, vicino al Castello, sopra la Bealera Nuova, e vi resta fino alla primavera del 1794 quando si trasferirà a Carmagnola.

Leggi tutto...

Dal Risorgimento alla Liberazione

Le vicende legate al Risorgimento e all’Unità d’Italia coinvolsero profondamente la popolazione di Borgo e non mancarono patrioti borgarini che parteciparono alle imprese garibaldine e sacrificarono la loro vita in quel periodo per gli ideali di un’Italia unita, libera ed indipendente. Questo secolo, segnato dal periodo della dittatura fascista e dalle due guerre mondiali, vide a Borgo splendide figure di persone che si sacrificarono per gli ideali di libertà, giustizia e pace. Caduto il fascismo, al termine del tragico secondo conflitto mondiale, la parte montana di Borgo (zona attorno ad Aradolo S. Antonio) fu una delle culle della lotta di Liberazione e di Resistenza.

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offriti servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie Maggiori informazioni.

  Accetto l'uso dei cookies da questo sito.