Rivoluzione francese e periodo napoleonico

Un momento particolarmente importante è stato vissuto a Borgo durante gli anni della Rivoluzione Francese e del periodo napoleonico. Il 28 settembre 1792, infatti, la cosiddetta campagna d’Italia inizia con l’invasione di Nizza. I Vescovi di Nizza, Tolone, Grasse e Frejus si rifugiano proprio nella casa abbaziale di Borgo; in seguito i primi tre andranno a Torino ed il quarto sarà ospite del Vescovo di Mondovì, Mons. Corte. Il Senato di Nizza si sistema al palazzo del Regio Tesoriere Vincenzo Alessandro Giordano, vicino al Castello, sopra la Bealera Nuova, e vi resta fino alla primavera del 1794 quando si trasferirà a Carmagnola.

Sotto il governo francese Borgo fu capoluogo di Cantone (poi Mandamento), di distretto dell’ufficio del Registro e di altre circoscrizioni finanziarie e militari. Nonostante le vicende negative che videro la profanazione della chiesa di San Dalmazzo adibita a caserma e l’antica cripta ridotta a ripostiglio e deposito per circa quattro anni (dal 1793 al 1797) ed il passaggio tra le mura di Borgo di Papa Pio VII, prigioniero dei francesi, la sera del 12 agosto 1809, la comunità borgarina fu molto sensibile alle idee emerse in quel periodo, che resteranno per lungo tempo negli usi e nelle consuetudini della popolazione. L’avvento delle codificazioni, l’inserimento del sistema metrico decimale, il rinnovamento della rete viaria, trovarono nel Dipartimento della Stura, di cui Borgo era uno dei centri più importanti, il meccanismo per entrare a far parte della cultura e delle tradizioni locali. Nella prima metà del XIX secolo Borgo soffrì due gravi calamità: una vasta inondazione del fiume Gesso nel 1810 ed una epidemia di colera nel 1835. registrando oltre un centinaio di morti.

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